Cristian Meloni
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Nuovi limiti di esenzione da imposte e contributi per le retribuzioni in natura 

Processo di controllo degli accessi dei lavoratori sui luoghi di lavoro

nel documento allegato la circolare della Fondazione Studi Consulenti del lavoro con linee guida e prassi da adottare 

 

Dal 1° aprile 2019 i lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo dovranno inoltrare la domanda di assegno per il nucleo familiare esclusivamente in via telematica direttamente all’Inps che provvederà ad effettuare il calcolo dell’importo spettante
Circolare documenti applicativi

GREEN PASS - dipendenti


News del 14/10/2021

Processo di controllo degli accessi dei lavoratori sui luoghi di lavoro

nel documento allegato la circolare della Fondazione Studi Consulenti del lavoro con linee guida e prassi da adottare 

 

INTRODUZIONE I recenti documenti emanati dal Governo (Dpcm e Faq) consolidano, alla vigilia della applicazione concreta, i connotati applicativi dell’obbligo di Green pass nei luoghi di lavoro, studi professionali compresi. Le recenti introduzioni, nel confermare i requisiti essenziali dell’obbligo della certificazione verde Covid-19 nei luoghi di lavoro ‒ l’obbligatorietà, l’assenza di alternative, la necessità di riservatezza pressoché assoluta nelle procedure di controllo, l’estensione a qualsiasi tipo di attività lavorativa, l’apparato sanzionatorio per i casi di violazione delle prescrizioni ‒ chiariscono alcuni dubbi interpretativi insorti dalla prima lettura. Di particolare importanza l’approccio, contenuto nelle disposizioni che riguardano le pubbliche amministrazioni ma che ben può essere considerato, in ragione delle medesime finalità, applicabile anche al settore privato, dell’essenza del Green pass quale requisito necessario per l’accesso ai luoghi di lavoro, ai fini di prevenire la diffusione del contagio. Conseguentemente, data la responsabilità del datore di lavoro per l’organizzazione efficace dei controlli ed ogni adempimento richiesto in caso di esito negativo (divieto di ingresso, registrazione dell’assenza ingiustificata con diritto alla conservazione del posto di lavoro, sospensione della corresponsione della retribuzione, segnalazione del fatto al Prefetto in caso di accertamento di violazioni), anche in capo al lavoratore deve ritenersi sussistente l’obbligo, fisiologico, di osservare le disposizioni in discorso e, conseguentemente, di non accedere sul luogo di lavoro quando abbia la consapevolezza di non essere in regola con il Green pass. Ciò a prescindere dalle modalità di effettuazione del controllo che, come noto, possono essere anche a campione. Altro importante chiarimento ‒ una sorta di apertura, seppure parziale, alla rigidità dei divieti posti al fine della tutela della riservatezza dei dati degli interessati ‒ la conferma che sebbene l’attività di verifica delle certificazioni non comporti, in alcun caso, la raccolta dei dati dell’intestatario in qualunque forma, tale attività è considerata lecita per quei dati strettamente necessari all'applicazione delle misure previste dagli articoli 9-ter, ai commi 2 e 5, 9-quinquies, commi 6 e seguenti, e 9-septies, commi 6 e seguenti. Si tratta di un riscontro alla segnalazione provenuta anche da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, per la quale al fine di soddisfare le peculiari esigenze della gestione del rapporto di lavoro, la rigidità del divieto assoluto di qualsiasi trattamento dati imposto dalla norma originaria, impediva ai datori di lavoro finanche di adempiere a quanto richiesto dalle stesse prescrizioni, e necessariamente: posizione del lavoratore quale assente ingiustificato, garanzia della conservazione del suo posto di lavoro, attivazione dei procedimenti sanzionatori (amministrativo e disciplinare) laddove ne ricorrano le circostanze. Nell’alveo del riconoscimento delle esigenze organizzative aziendali, si collocano infine le disposizioni che consentono ai datori di lavoro di richiedere in anticipo rispetto alla prestazione lavorativa la comunicazione dell’eventuale mancato possesso del Green pass e la messa a disposizione dei datori di lavoro di apposite piattaforme digitali, per consentire “una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni verdi in corso di validità del personale effettivamente in servizio, di cui è previsto l’accesso ai luoghi di lavoro, senza rivelare le ulteriori informazioni conservate, o comunque trattate, nell'ambito della Piattaforma nazionale-DGC”. I documenti allegati vogliono guidare negli adempimenti che costituiscono le basi fondamentali della corretta applicazione degli obblighi scaturenti dalla disciplina in vigore: la policy organizzativa, la delega all’incaricato, l’informativa. Si tratta di esperimenti esemplificativi che possono essere arricchiti di contenuti o semplificati alla bisogna, che non rivestono caratteri di rigidità, non previsti dalla norma, ma vogliono essere semplicemente la posizione della direzione corretta, a supporto di professionisti ed imprenditori.